Propaganda: dei pregiudizi installati nella fanciullezza

Dalla prefazione sul Desanctis, Roma papale, caviamo un altro esempio pratico su come la propaganda agisce installando pregiudizi e modelli di comportamento, imponendo l’ignoranza attraverso il sistema didattico, dei quali diventa poi molto difficile liberarsi in età matura. L’enorme potere che hanno sui popoli e sulle nazione coloro che manipolano i meccanismi della propaganda, normalmente sono le élite al potere, è basato su questi semplici meccanismi; fondamentale è l’indottrinamento dal principio dell’evoluzione; il condizionamento dei fanciulli, la gestione e il controllo del principio della loro istruzione. E si vede con quanta fatica e quanto lavoro la ragione riesce talvolta a liberare le creature umane dai pregiudizi, dalle favole e dai modelli di comportamento impiantati.

“……Roma Papale sotto l’aspetto religioso non è conosciuta neppure in Italia.
L’organizzazione della corte di Roma, la maniera come si trattano in essa gli affari, le molle nascoste che fanno muovere tutta la macchina del Cattolicismo romano, sono misteri per molti Italiani. Chi vuol conoscere il Cattolicismo, romano come esso è, bisogna che lo studi in Roma, e lo studi non nei libri, ma lo veda in azione nel papa, nei cardinali, e nelle congregazioni romane.….

…..È un fatto certo che, dopo il concilio di Trento, il Cattolicismo romano si è interamente fuso nel Gesuitismo. Il Gesuitismo è poco scrupoloso, esso sa secondo le circostanze dei tempi e dei luoghi vestirsi di nuove forme, e comparire perfino liberale, mentre ufficialmente condanna il liberalismo. Ne abbiamo un esempio parlante sotto i nostri occhi. Pio IX, nella sua enciclica e nel suo sillabo, condanna solennemente tutti i principii di libertà e di progresso, e frattanto vediamo teologi cattolici, preti, e vescovi, fingersi liberali e progressisti, restando attaccati al Cattolicismo ed al papa: così il popolo non sa a chi credere: ed il Cattolicismo si presenta ai tiranni ed ai retrogradi armato della tiranna e retrograda enciclica; si presenta ai liberali armato delle ragioni dei teologi neo-cattolici, che affettano liberalismo; si presenta al popolo per ingannarlo sotto specie di religione.

Questa tattica è precisamente la tattica fondamentale del Gesuitismo, il quale è basato su questo principio, che ‘tutti i mezzi son buoni quando conducono al fine‘.

Inventore di quest’empia massima fu Ignazio di Loiola: la corte romana l’accettò, e così si è dovuta sottomettere al Gesuitismo, e lasciare ad esso la cura di trattare i suoi interessi, ciò che il Gesuitismo fa con gran zelo ogni qual volta agl’interessi della corte romana siano uniti i suoi.….

………Per farsi una giusta idea della immoralità del clero romano, bisogna essere stato educato ed aver vissuto per molti anni fra i preti ed i frati. È solamente in quei luoghi che si può conoscere la vita di quei pretesi servi di Dio; là si conosce come si passano da quegli ecclesiastici i giorni e le ore nell’ozio, nelle conversazioni le più futili, e molte volte le più immorali; là si conoscono le cabale e i raggiri di quei servi di Dio per giungere ad afferrare un vescovado o una carica di convento.

…noi siamo persuasi che vi siano anche de’ Gesuiti in buona fede, ma questi tali sono una quasi impercettibile minoranza: essi sono uomini che non hanno saputo o potuto scuotere i pregiudizi della fanciullezza, ed invecchiano bamboleggiando. Essi non hanno saputo o potuto svincolare la ragione ed il pregiudizio religioso dalle pastoie della loro primitiva educazione; essi ritengono come verità infallibili le leggende di cui fu riempita la loro mente nella fanciullezza, e ritengono come il rappresentante di Dio l’uomo che in nome di Dio calpesta i più santi diritti dell’uomo. Questi tali agiscono, se si vuole, in buona fede; ma la loro buona fede è l’effetto di una colpevole ignoranza, creata e fomentata dal Gesuitismo.”

           Desanctis, Roma papale   (PDF)

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